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domenica, 27 aprile 2008

Come l'acqua





Capita che una piccola cosa, un’idea, un suono, entrino nella testa a qualcuno. Capita che poi si propaghino ad altri, che si ingigantiscano o rimangano insignificanti, che cambino il mondo o che ne divengano parte infinitesima, comunque necessaria.

Le poche note del tema di una musica spagnola, la “Folia”, fanno capolino da secoli in infinite composizioni. Adesso (se avete avviato il lettore qui sotto) state ascoltando le variazioni di Corelli, eseguite da Jordi Savall e dal suo gruppo (La Folia 1490-1701, Alia Vox: correte a comprare il CD).

Tra qualche anno, quando vi sorprenderete a canticchiarla o la riconoscerete in un pezzo pop, saprete che la Folia ha colpito ancora.

postato da: pipework alle ore 18:44 | link | commenti (6)
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domenica, 20 aprile 2008

Salone Italiano del Mobile



Ieri stavo aspettando in Piazzale Cadorna a Milano. Mi si è avvicinato un Indiano un po' stravolto e mi ha chiesto dove poteva comprare cappellini e magliette ricordo per i suoi figli. Gli ho spiegato che Milano non è il posto per queste cose e che poteva comunque provare in Piazza del Duomo.

Poi ci siamo messi a parlar d'altro. Era di Delhi, tornava dal Salone del Mobile e si stava chiedendo cosa si potesse fare a Milano dopo una giornata di lavoro. -Poco- gli ho risposto -è una città molto fredda.-

Queste poche chiacchiere mi hanno convinto ancora di più ad andare a vedere questo benedetto salone assieme ad un'amica.

A parte i mobili, troppi, è stato interessante vedere la fauna umana. C'erano gli architetti vestiti di nero (così come Marcel Marceau si vestiva di bianco)... Le architette in tiro con tacchi a spillo, trucco, vestitini sexi.  C'erano i mobilieri, chi businessman navigato, ma con il nodo della cravatta troppo grosso ed un fazzoletto che spuntava presuntuoso dal taschino, chi invece pareva aver appena spento la piallatrice.

E c'erano le arpie che trascinavano i rispettivi promessi sposi alla ricerca della cucina. Le cui rate li avrebbero strangolati per dieci anni a venire.

La foto, scelta per contrasto, rappresenta un'opera di Giovanni Michelucci. Terminata nel 1964, modernissima oggi. C'è da imparare.
postato da: pipework alle ore 23:22 | link | commenti (10)
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venerdì, 18 aprile 2008

Temporale



Sono quasi vent'anni che questi tulipani continuano a fiorire, a casa mia in Toscana. La pioggia della settimana  scorsa li ha ridotti così. La mia mamma non era troppo contenta.

Ma l'anno prossimo saranno come nuovi.
postato da: pipework alle ore 22:03 | link | commenti (3)
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Sempre al Cairo




Scendendo pochi scalini, ci si trova di fronte a questa Madonna con Bambino. Nonostante che i tubi di lumini facciano tanto natale al supermercato, c'è qualcosa di delicato in quell'immagine. E c'è anche il contrasto con il cartello turistico/religioso fai da te.
postato da: pipework alle ore 20:37 | link | commenti (2)
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domenica, 13 aprile 2008

Tipi felini



In questo caso, il terrore dell'esterno, la necessità della presenza umana, il disinteresse per gli istinti.

La varietà delle psicologie feline è incredibile.
postato da: pipework alle ore 23:57 | link | commenti (4)
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giovedì, 10 aprile 2008

Clarke Quay


Poco più delle otto ed era già caldo. La lente dell'obiettivo era appannata per la differenza di temperatura tra l'interno dell'albergo e l'esterno, ma non importava.

Stavo camminando verso Clarke Quay, una zona dove infiniti magazzini si affacciavano sul Singapore River. Facile immaginarsi gli odori, il brulichio, la confusione.

Cose di anni fa, nemmeno troppi. Ora è stato tutto sterilizzato, ricoperto da mani di colori vivaci e riempito di pub e ristoranti.

E a me questo lascia un gran senso di vuoto.
postato da: pipework alle ore 23:41 | link | commenti (5)
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L'ultima volta



Erano mesi che non la vedevo. Sono entrato nella stanza, che pareva condividesse con molte altre.

L'ho trovata di spalle. Sulle prime non mi ha notato, poi ci siamo guardati negli occhi. Ho deciso di non toccarla, di non parlarle.

Sono andato via quasi senza voltarmi. Quasi.

Perché, con l'ultima occhiata, ho riconosciuto una goccia d'olio che cadeva dal'ammortizzatore di sterzo.
postato da: pipework alle ore 23:12 | link | commenti (9)
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mercoledì, 09 aprile 2008

Meet my friend



Fidatevi. Nalin, MBA*, è simpaticissimo. Scrivetegli (in Inglese!) per sapere della vita notturna di Mumbai o semplicemente per conoscere un amico in India.

Trust me. Nalin, MBA*, is very fun. If you want to learn about Mumbai's nightlife or if you want to meet a friend in India, just drop him an email.

* MBA - Married But Available
postato da: pipework alle ore 22:02 | link | commenti (7)
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sabato, 05 aprile 2008

Un tipo normale



L'imprenditore italiano, in doppio petto e rolex d'oro, gli chiese di cosa si occupasse. E lui rispose:

- Io, io lavoro nell'azienda di famiglia. Sì, l'amministratore delegato sono io. Cosa facciamo? Ci occupiamo di costruzioni.-

Questo signore, tra l'altro molto religioso e simpaticissimo, è il primo costruttore tailandese. Ha il 20% del mercato edile nazionale.

Ha regalato alla moglie... un teatro con macchine sceniche che il Winter Garden di Broadway se le sogna, tre ristoranti ed la replica di un villaggio thai, dove si mostra l'antica abilità artigiana di quel popolo.

Lo spettacolo verte sulla storia di ospitalità ed amicizia del popolo Thai, che accoglieva ed integrava gli invasori piuttosto che combatterli: sembra un controsenso, ma è per questo che il regno del Siam è sempre rimasto indipendente. Thailandia, infatti, significa terra libera.

O qualcosa del genere.

postato da: pipework alle ore 22:43 | link | commenti (7)
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venerdì, 04 aprile 2008

Evidentemente



Dovrebbe trattarsi solo di passione per gli aquiloni...
postato da: pipework alle ore 21:50 | link | commenti (1)
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mercoledì, 02 aprile 2008

Radici




Me ne accorgo solo ora, ma appoggiavo i piedi sull’asfalto con la massima leggerezza, per non lasciare impronte. Piazza Tien An Men non era un mio posto: era la prima volta in Cina, per me e per la ditta per cui lavoravo allora.
La seconda volta ci sono tornato con un cinese, che intanto mi parlava della Città Proibita di quando era bambino ed era coperta di neve.
Così, girando e parlando con questo e con quello, piano piano le cose sono cambiate.
E ora, ovunque, sono quello che spesso viene fermato per richiedere informazioni. Colore della pelle permettendo.
postato da: pipework alle ore 20:39 | link | commenti (4)
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