pipework

Chi sono

Utente: pipework
Nome: Massimo

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 25 aprile 2009

L'altra faccia della medaglia




Effettivamente questi viaggi possono avere anche una faccia piacevole di scoperta e di relax. A me, però, tocca sempre la faccia sbagliata.

Quella mattina, invece di andar sulla spiaggia, salgo su un'utilitaria giapponese guidata da un indiano. L'odore di benzina è talmente forte che passo il tragitto con la mano sul pulsante di sblocco della cintura, per potermi lanciar fuori in caso di incendio.

Sono  inquisito da due giovani sceicchi. Usando un po' di chimicorum abbatto la diffidenza e, anzi, alla fine ci troviamo gomito a gomito a disegnare progetti di impianti innovativi e profittevoli.

Uno dei due mi dice che la sera avremmo socializzato. Faccio un sorriso, domandandomi che cosa avesse voluto dire.

Vengo riportato in hotel con la stessa vettura, la mano sempre sul pulsante di sblocco della cintura.

Mi sdraio sul letto per rilassarmi, ma squilla il telefono. Altri due indiani, alle dipendenze degli sceicchi, vogliono parlarmi. Caffè, discussione.

Torno in camera, ma è già l'ora della socializzazione. Lo sceicco guida la Range Rover come un assatanato. Oltre a lui ci sono due persone. Uno di loro parla un perfetto italiano.

Arriviamo in tempo per presenziare all'inaugurazione del torneo di golf del Golfo Persico. Il mio sceicco si siede in prima fila tra gli altri membri della famiglia reale.

Fine della cerimonia, partiamo nuovamente.  - Stasera c'è un matrimonio importante, quello del figlio del ministro degli esteri. - Andiamo di corsa lì. Così, in fila ordinata tra notabili locali ed ambasciatori, percorro almeno un centinaio di metri per stringere la mano allo sposo, al padre e ad un'altro.

- Ma la sposa dov'è? - Domando ingenuo.
- La sposa è al ricevimento delle donne, ovviamente.  - Mi si risponde.

A fine serata, vengo accompagnato in aeroporto... Cinque ore prima del volo.

Aspetto almeno due ore appollaiato sulla valigia, aspettando che aprissero il check-in.

Ma il giorno dopo sarebbe stato peggio.
postato da: pipework alle ore 20:28 | link | commenti (2)
categorie:
domenica, 19 aprile 2009

Tempi moderni




I fantasmi di oggi hanno jeans e scarpe da ginnastica.
postato da: pipework alle ore 14:15 | link | commenti (8)
categorie:

Giochi pericolosi





Tra tanti bambini che giuocavano, ieri ce n'era una che piangeva. :-)
postato da: pipework alle ore 13:32 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 15 aprile 2009

La prima volta




Il primo assaggio non fu un granché. L'aereo atterrò di notte in una Teheran bianca di neve: era il mio primo viaggio per lavoro e mi avevano nominato esperto di elettrochimica.

In realtà tanto esperto non ero. All'uscita dal baggage claim, abboccai ad un tizio che disse di essere il mio autista. Appena passata la porta dell'aeroporto realizzai la bischerata che avevo fatto. Ma ormai era troppo tardi.

All'autista si aggiunse un omaccione che, sorridente, contribuiva ad accompagnarmi verso l'auto, un taxi.

Salimmo tutti. Mi fecero capire di essere in grado di cambiarmi i dollari ad un tasso vantaggioso. Il loro. Non mi sentii di contrariarli e tirai fuori il portafogli, dove avevo qualche soldo. Il grosso era arrotolato in un sacchetto che avevo al collo. Mi sentivo un po' come un san bernardo.

Mi portarono per Teheran, di notte, per una buona ora e mezza. Non conoscevo la città, mi ricordo solo la piazza con il loro famoso monumento del piffero. Finimmo in una stamberga.

Mi dissero che per quella notte avrei dovuto dormire lì. Tutto qui. Lo scopo era semplicemente procurar clienti a quell'albergucolo.

Mi sentii riprendere. Chiesi un fax per avvisare il mio cliente. Mi risposero che non ce l'avevano e che lo avremmo cercato l'indomani.

Frugai nei miei bagagli e tirai fuori una lettera. Era l'invito del Ministero dell'Energia.

- Bene - dissi - questi signori mi stanno sicuramente cercando. Magari domani glielo spiegherete voi cos'è successo.-

Fummo in un baleno di nuovo in aeroporto.

All'arrivo l'autista chiese di esser pagato per il "servizio". Risposi che i dollari li avevano già presi: per non aver altri problemi, comunque, gli detti qualche pacchetto di Marlboro.

Il resto del viaggio fu semplicemente fantastico, per le persone che conobbi. E anche stasera ho un po' di nostalgia.
postato da: pipework alle ore 22:29 | link | commenti (5)
categorie: