Effettivamente questi viaggi possono avere anche una faccia piacevole di scoperta e di relax. A me, però, tocca sempre la faccia sbagliata.
Quella mattina, invece di andar sulla spiaggia, salgo su un'utilitaria giapponese guidata da un indiano. L'odore di benzina è talmente forte che passo il tragitto con la mano sul pulsante di sblocco della cintura, per potermi lanciar fuori in caso di incendio.
Sono inquisito da due giovani sceicchi. Usando un po' di chimicorum abbatto la diffidenza e, anzi, alla fine ci troviamo gomito a gomito a disegnare progetti di impianti innovativi e profittevoli.
Uno dei due mi dice che la sera avremmo socializzato. Faccio un sorriso, domandandomi che cosa avesse voluto dire.
Vengo riportato in hotel con la stessa vettura, la mano sempre sul pulsante di sblocco della cintura.
Mi sdraio sul letto per rilassarmi, ma squilla il telefono. Altri due indiani, alle dipendenze degli sceicchi, vogliono parlarmi. Caffè, discussione.
Torno in camera, ma è già l'ora della socializzazione. Lo sceicco guida la Range Rover come un assatanato. Oltre a lui ci sono due persone. Uno di loro parla un perfetto italiano.
Arriviamo in tempo per presenziare all'inaugurazione del torneo di golf del Golfo Persico. Il mio sceicco si siede in prima fila tra gli altri membri della famiglia reale.
Fine della cerimonia, partiamo nuovamente. - Stasera c'è un matrimonio importante, quello del figlio del ministro degli esteri. - Andiamo di corsa lì. Così, in fila ordinata tra notabili locali ed ambasciatori, percorro almeno un centinaio di metri per stringere la mano allo sposo, al padre e ad un'altro.
- Ma la sposa dov'è? - Domando ingenuo.
- La sposa è al ricevimento delle donne, ovviamente. - Mi si risponde.
A fine serata, vengo accompagnato in aeroporto... Cinque ore prima del volo.
Aspetto almeno due ore appollaiato sulla valigia, aspettando che aprissero il check-in.
Ma il giorno dopo sarebbe stato peggio.