Una mia amica ha detto che questa foto è quasi metafisica. Gente esperta ha analizzato l'importanza del bianco, che sospende in aria l'architettura. La foto è arrivata terza ad un concorso online di fotografia (con ben due voti :-)! )
Io, che avevo appena fatto un giro per i quartieri con case di legno ottomane, decrepite, sono rimasto colpito dal complesso del Topkapi, così isolato dal resto della città. Ho usato una focale equivalente di quattrocentottanta millimetri per comprimere ulteriormente la prospettiva, già schiacciata dalla luce fredda, diffusa e senza ombre.
A posteriori potrei dire di aver voluto fotografare un teatro vuoto, dove il tetto chiaro è il bordo del palcoscenico ed i palazzi e le torri sono una quinta dipinta.
Il risultato è qualcosa di poco confortevole, freddo, affilato. Una specie di materasso per fachiri.
P.S. Dentro al Topkapi, a parte l'ovvio diamante, raccomando la visita alle sale con le fialette che contengono peli della continuamente rammentata "Barba del Profeta"!