Sto leggendo "Capire il potere" di Noam Chomsky. Una raccolta di interventi e di conferenze.
Ho passato la prima metà del libro a verificare le analisi sulla politica e sullo stato del mondo: la soddisfazione, molto piccola, di veder confermate le idee che mi ero fatto parlando con la gente a giro per il mondo.
Poi è iniziata l'attesa per la proposta della soluzione. Aspettavo Chomsky al varco. Partecipazione, democrazia popolare... Ancora poche pagine e sarebbe venuta fuori la classica visione utopica.
Invece no. Partecipazione, discussione, impegno. Le idee possono esser benissimo le mie o quelle che sarebbero venute fuori da un confronto con altri. Semplice, ovvio, efficace.
Mi son sentito senza scuse. Ed ho trovato un'altra ragione per non fare il classico corso di sommelier da divorziati.